Un po’ artista,
un po’ giullare.

Creo per allegerire e connettere

Chi sono

Questa sezione è il cuore del mio percorso, il “filo rosso” che lega la mia lunga carriera artistica al mio presente.
Non un semplice elenco di esperienze, ma la narrazione di un’evoluzione che mi ha portato a vedere l’atto creativo e l’atto di cura come due facce della stessa medaglia: la volontà di comprendere e valorizzare l’essere umano.

Un Viaggio Creativo Lunga Una Vita

Mi chiamo Giulio Golinelli, sono nato a Bologna nel 1960 e da oltre 40 anni vivo creando. Sono un artista poliedrico: illustratore, pittore, scultore, fotografo, chitarrista e attore.
Ho cominciato la mia avventura creativa in un mondo analogico, dove ogni tratto era manuale, ogni consegna un incontro faccia a faccia. Poi è arrivata l’era digitale, portando con sé nuovi strumenti e infinite possibilità. Ma il mio spirito è rimasto immutato: la ricerca incessante di quella scintilla di verità che si accende nel riconoscimento tra esseri umani.

Arte e Connessione:
Il Mio Ponte Verso gli Altri

Nel mio lavoro, sia artistico che umano, l’ironia è il mio ponte verso gli altri, la leggerezza il mio modo di accogliere il peso, la creatività lo strumento per costruire connessioni autentiche. Oggi, tutte queste esperienze convergono nel mio ruolo di “operatore” nel sociale, un impegno che ho scoperto essere l’espressione più piena del mio “filo rosso”. Lavorando in una fondazione per persone adulte con disabilità, ho compreso quanto le nostre ossessioni, i nostri tic, le fragilità e i sorrisi siano in fondo universali, rendendoci tutti profondamente umani. Arte e teatro nel sociale sono per me strumenti concreti per costruire relazioni, per raccontare storie vere e simboliche, per generare cambiamento.

Le Mie Competenze al Servizio del Sociale

È come se ogni mia competenza acquisita, dalla scultura all’illustrazione, dalla fotografia, dalla chitarra alla recitazione, oggi trovi la sua massima espressione in questo nuovo ambito. Questo mi permette di utilizzare al meglio tutte le mie possibilità per un fine più grande.

Cucina e Cura:
Un Laboratorio di Autonomia

Persino una passione come la cucina, con la sua attenzione agli ingredienti, alla combinazione dei sapori e alla gioia della condivisione, si lega a questa filosofia di cura e connessione. Nella casa di San Donato, non solo preparo il pranzo, ma utilizzo l’arte culinaria come un laboratorio di autonomia. Guido i miei “ragazzi” nell’apprendimento e nella realizzazione dei piatti, trasformando il pasto in un’opportunità di crescita e inclusione.

Questo Sito: Uno Specchio Sincero

Questo sito raccoglie tutto: le opere, i progetti, i sogni, le fragilità.
Non è una vetrina, ma uno specchio sincero della mia identità completa e in continua evoluzione.
È il mio manifesto. A breve arriveranno portfolio, blog e video.

L’Operattore

In questa sezione spiego il significato dietro al neologismo che ho coniato per descrivere il mio ruolo.
Operattore” non è solo un titolo, ma una filosofia che incarna la sinergia tra la mia sensibilità artistica e il mio impegno nel sociale,
mostrando come creatività ed empatia diventino strumenti fondamentali nel supportare persone con disabilità grave.

operatore

Competenza, assistenza,
supporto pratico.

attore

Empatia, creatività, interpretazione dei bisogni.

Operattore

“Operattore” nasce dalla fusione di due mondi: l’efficienza e la concretezza dell’operatore sociale e la sensibilità e capacità interpretativa dell’attore.
Nel mio lavoro in un appartamento di convivenza protetta per persone
con disabilità cognitive a San Donato, non mi limito a “operare”.
Io “agisco” con e per la persona.

Essere “operattore” significa usare la creatività per trovare soluzioni inaspettate ai problemi quotidiani. Significa “interpretare” bisogni non espressi a parole, proprio come un artista interpreta un’emozione.
Significa dare forma a un ambiente di vita che non sia solo sicuro, ma anche stimolante, ricco di dignità e bellezza. È l’arte messa al servizio della vita,
dove la più grande opera d’arte è la qualità della vita stessa.

ART CITY Bologna 2026 – Women Via Zago

Erik, il sorriso che inganna

Erik non rappresenta un atto di violenza.
Rappresenta ciò che spesso lo precede.
Attraverso il linguaggio del grottesco e dell’ironia, questa scultura mette in scena l’ambiguità, la seduzione e il controllo emotivo che possono nascondersi dietro gesti apparentemente innocui. Un’opera che invita a riconoscere i segnali prima che la violenza diventi visibile.

Erik sarà esposto alla mostra WOmen, in via Zago.

Mettiamoci in Contatto

Sei interessato a una collaborazione, a una commissione artistica,
o vuoi semplicemente scambiare due parole sul legame tra arte e impatto sociale?
Mi farebbe molto piacere sentirti.